Recupero di oggetti

Moltissimi tra istituti, università e enti statunitensi hanno promosso iniziative per la tutela del patrimonio archeologico iracheno e il recupero dei beni trafugati da musei e dalle aree archeologiche.

L' Oriental Institute dell'Università di Chicago si è attivato subito con numerose iniziative, tra cui la creazione di un database con immagini e descrizioni dei numerosissimi oggetti conservati presso l'Iraq Museum
( http://oi.uchicago.edu/OI/IRAQ/dbfiles/Iraqdatabasehome.htm ) .

L' ICOM (International Council of Museum) ha creato nel maggio del 2003 una “ Red List ” , un elenco di tipologie degli oggetti d'arte e dei reperti archeologici più diffusi nei mercati antiquari illegali. La lista è stata consegnata a militari, polizia etc. allo scopo di bloccare tali traffici ed è visibile online http://icom.museum/redlist/irak/en/

Anche in Italia si sono attuati progetti simili. L'Istituto Italo-Iraqeno di Scienze Archeologiche di Torino aveva già iniziato nel 2000 la compilazione di un database di oggetti trafugati nel quadro di un progetto denominato BRILA (Boureau for Recovering and Investigating Iraqi Looted Antiquities: http://www.centroscavitorino.it/brila.htm ). Il progetto è stato potenziato nel corso del 2003, ma le circa 800 schede di oggetti non sono ancora accessibili online. Sono state utilizzate dai Carabinieri per le loro investigazioni.

L' Interpol di Lione e i Carabinieri sono stati tra i corpi più attivi nelle investigazioni sul trafugamento dei reperti. Nel maggio del 2003 si è tenuto un convegno internazionale dell'Interpol a Lione (in tale occasione è stato dato un ruolo fondamentale ai Carabinieri del nucleo per la tutela del patrimonio artistico nella gestione della situazione irachena, soprattutto nel sud del paese)
(www.c a rabi n ieri.it )
La direzione verso cui si muovono tali progetti è stata indicata, tra gli altri, dal generale U. Zottin.
Nel suo intervento alla VII BMTA (VII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, Paestum 18.nov.2004) dichiara che le funzioni primarie dei Carabinieri in Iraq sono esercitare un controllo e di censire le opere. I tombaroli che si trovano davanti sono bande composte da decine di persone armate e per questo si stanno attivando per l'addestramento di guardie archeologiche. Un corso di addestramento ha avuto luogo ad Amman da settembre a ottobre.
Lo stesso argomento era stato trattato dal generale Zottin durante un'intervista a lui e a G . Proietti , allora Direttore Generale per l'Archeologia del ministero per i Beni culturali, trasmessa dalla Rai nel programma Unomattina del 14.01.2004.
Le attività dei Carabinieri T.P.C. in Iraq sono illustrate con chiarezza dal generale Zottin in un contributo contenuto nel volume a cura di P. Bianco Iraq prima e dopo la guerra. I siti archeologici , (2004) e intitolato “Il recupero”.
Sulle attività dei Carabinieri T.P.C. nell'ambito del recupero di beni trafugati dall'Iraq si trovano nel web moltissimi articoli, ad esempio Swissinfo del 29.10.04

Fase postbellica (progetti italiani)

L' Italia è molto impegnata nell'ambito soprattutto del restauro di manufatti e oggetti artistici pesantemente danneggiati sia a causa dei saccheggi sia della scarsa manutenzione degli ultimi anni.

Il Ministero dei Beni culturali e il Centro scavi di Torino ( http://www.centroscavitorino.it/ ) hanno elaborato un programma di attività postbelliche, che è stato finanziato dal Ministero degli Affari esteri, che prevede il restauro e la manutenzione dei reperti del museo, sopralluoghi sui luoghi delle antiche città per studiare il modo migliore di tutelare le strutture scavate (e le modalità di una eventuale ripresa degli scavi), corsi di addestramento per giovani archeologi iracheni (ad Amman, in Giordania, si sono tenuti già alcuni cicli di lezioni). Queste iniziative sono state presentate durante un incontro promosso dall'Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles il 5 dicembre 2003 e si trovano illustrate nel volume Iraq prima e dopo la guerra. I siti archeologici (2004) curato da Pialuisa Bianco.
Un gruppo di restauratori è rimasto a Baghdad da marzo 2004 a giugno 2004 e ha cominciato la formazione di giovani iracheni al fine di creare un laboratorio di restauro. E' stato effettuato il restauro del vaso di Warka.

Gli avori sono ridotti particolarmente male: erano stati divisi in due gruppi, uno conservato nei magazzini del museo, l'altro in una banca…ma entrambi hanno subito la medesima sorte e sono stati allagati. Il gruppo meno danneggiato risulta essere quello che si trovava in banca.

Diffusione di informazioni

Lo studioso Francis Deblauwe ha creato e aggiorna continuamente un sito internet intitolato The 2003 – Iraq War & Archaeology . Ogni quindici giorni viene pubblicato un rapporto che elenca articoli e notizie, riguardanti i beni archeologici iracheni, uscite sulla stampa mondiale e in rete. Di molti articoli, spesso se non in inglese, sono presentati dei riassunti, oltre che le stringhe da cliccare per accedere all'originale.

Spesso si tratta di pezzi pubblicati su quotidiani e riviste non specializzate. In particolare emerge come la polemica sui rischi provocati da un'azione bellica per il patrimonio culturale iracheno fosse già attiva ben prima del 12 aprile 2003, data in cui avvenne il devastante saccheggio dell'Iraq Museum.

H-net è un consorzio internazionale di studiosi che sioccupano di arte, discipline umanistiche e scienze sociali. Una parte del sito, intitolata H-MUSEUM's Current Focus Iraq - The cradle of civilization at risk Cultural heritage and historical monuments , è dedicata alla situazione irachena ( autori: Ralf Blank M.A. / Dr. Stephanie Marra / Dr. Margit Sollbach-Papeler) e permette di collegarsi a una selezione di articoli e documenti (con una sezione contenente dichiarazioni e legislazione) e ai siti internet di enti di tutto il mondo che si stanno occupando di portare avanti progetti relativi ai beni culturali iracheni.

Il British Museum ha promosso numerose attività legate alla crisi irachena. Se ne può trovare un elenco online http://www.thebritishmuseum.ac.uk/iraqcrisis/index.html . Funzionari e studiosi legati al museo si sono recati a Baghdad in diverse occasioni nel corso della primavera del 2003, allo scopo di cominciare a stilare una lista dei danni e di organizzare la rinascita del museo di Baghdad. Durante questi sopralluoghi sono state scattate molte fotografie, accessibili dal sito internet sopra citato.

Iniziativa internazionale presso il sito internet "Baghdadmuseum" www.baghdadmuseum.org

l'Iraq's State Board of Antiquities and Heritage (SBAH) offre pagine web dell'Iraq Museum di Baghdad: (the.iraq.museum)

Sul problema dell'e-commerce si è espresso anche F.M. Fales nel volume Saccheggio in Mesopotamia. Il museo di Baghdad dalla nascita dell'Iraq a oggi, (Udine, 2004). A pagina 231 cita il caso di tavolette cuneiformi trovate in vendita su e-Bay ( www.ebay.com ) nel mese di gennaio 2004

Iniziative internazionali (UNESCO e altri)

L' UNESCO , che è stata più volte criticata per la sua inefficienza nella gestione della situazione irachena, ha numerose attività in corso sul territorio. Durante questo anno e mezzo si sono compiute molte spedizioni e ideati progetti, elencati in rete

I progetti del World Monumental Fund presentano quattro aree di coinvolgimento: - pubblicità; assistenza durante l'emergenza; studio di nuovi metodi di conservazione; programmi di formazione

In particolare, per quanto riguarda Ninive, il WMF ha finanziato l'acquisto di una nuova copertura per il Palazzo di Sennacherib: il tetto precedente era stato rubato già prima della guerra.

(sito internet del WMF: ww w .wmf.or g , pagina dedicata ai progetti di area irachena: http://wmf.org/html/programs/iraq_release.html )

Dal 15 al 22 giugno 2004, a Petra, si è tenuto l' Iraq Heritage Congress , promosso dal Global Heritage Fund
( http://www.globalheritagefund.org/news/index.html )

Nell'introduzione ai Proceedings, dopo una breve panoramica sulla storia recente dell'Iraq con lo scopo di ricordare la drammaticità degli eventi bellici e dell'embargo a cui la nazione è stata sottoposta, si afferma che è stata la negligenza a creare i danni maggiori al patrimonio artistico e culturale della nazione irachena. Questa negligenza ha permesso che molti siti archeologici, soprattutto quelli ubicati nel sud del paese, subissero saccheggi e distruzioni. Si fanno notare la mancanza di controlli da parte dei militari della Coalizione e il ritardo con cui i fondi stanziati per gli interventi di salvaguardia e tutela d questi beni sono giunti a destinazione. Durante il congresso sono state avanzate alcune proposte riguardo alle strategie da adottare per trovare una soluzione alla crisi. Inoltre sono state elencate le motivazioni per cui la futura nazione irachena dovrebbe guardare al turismo archeologico come a un potente mezzo di rinascita economica. (tra i partecipanti: Dr. McGuire Gibson , Oriental Institute Chicago University; Dr. Michael Petzet
Presidente dell'International Council of Monuments and Sites , ICOMOS) (i proceedings sono online).

   
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